Contursi Terme. Portale della cittadina termale nella Valle del Sele


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Franco Pignata

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Tratto da : IN LOCO UBI DICITUR di Franco Pignata.Si vuole che i suoi inizi siano stati, quanto meno, quelli di un anonimo pagus sulla collina che domina la valle nei pressi della confluenza Tanagro-Sele. Un minimo insediamento originato da alcuni superstiti lì rifugiatisi per sfuggire ai visigoti di Alarico (a. 409) dopo la distruzione della loro "pretesa ed antica civitas" di Saginaria22. Per l'accadimento (1. superstiti) la fonte storica citata è quella di un fantasioso quanto inattendibile (anche per altri versi) cronista locale del XVII sec., frà G. B. da Palo23, che sosteneva di averne avuta conoscenza dal De omni vero officio, un libro di cose legali scritto dal contursano Antonio Pepir, detto il Piperone. Nonostante la fonte non fosse stata mai controllata dagli storici, poiché il libro risultava da secoli introvabile24, fu comunque tenuta in considerazione e, nel tempo, si affermò come incontestabile verità (Gatta, Rivelli) anche se a volte ammantata di "si dice" (Giustiniani, Antonini, Corcia).HOME PAGE Nel De omni vero officio25, oggi rinvenibile presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, non si fa menzione di quanto prima accennato su Saginara ma soltanto, con semplice asserzione peraltro non documenta, alla pretesa (ut aiunt) nobile origine del paese (e quindi dell'autore) quale metropoli del mitico popolo degli Ursentini26. Sul frontespizio dell'opera, un nipote dell'autore, Geronimo Pepe, così annotava (ricordandone la pagina) quest' unica e semplice citazione sul loro comune paese di origine: ut fol. 187, Anthon fecit mentione de Terra Contursii.Quindi gli inizi del paese non sono certi. Più vero similmente e secondo la tradizione, accettata da quasi tutti gli storici, si sviluppò dopo 1' 840 intorno ad un castrum27 comitis Ursi posto nel punto più elevato della collina dominante la confluenza Sele-Tanagro: un vicus alimentato dalla gente28 disseminata nella valle e garantito da un presidio milita-re voluto, appunto, dal Conte Orso29 a tutela del neonato Principato di Salerno30.Anche se in realtà nessun documento riferisce dell'anno di nascita di Contursi forse gli storici vollero solo citare l '840, quale possibile anno di un periodo certo (830-848), avendo come riferimento la chiara indicazione fornita dal toponimo31 e per la prossimità della data al IX sec. quando il nome del paese si ritrova citato per la prima volta32 .In epoca longobarda Contursi faceva parte del Gastaldato di Conza. Nel 1020 ad Umfredo, conte di Campagna, fu concesso il feudo di Contursi (con quelli di Eboli ed Olevano) dal suocero Guaimario, Principe di Salerno. Il possesso dei feudi passò al figlio Riccardo (1059) che, tradendo la sua gente, si unì ai Normanni conquistando anche Capua. Gli successe il figlio Giordano. In seguito un Giordano II (1075)33.La mancanza delle fonti impedisce di precisare quando la Contea di Conza fu occupata dai Normanni. L'unico elemento abbastanza certo è che essa fu toccata nel 1076 da Roberto il Guiscardo nella sua spedizione contro Salerno34 ma non si può completamente escludere che almeno Contursi e il suo territorio fosse già caduto sotto l'influenza normanna quando Guglielmo, decimo figlio di Tancredi d'Altavilla, tra il 1056 e il 1059 riuscì a sottrarre al principe longobardo di Salerno un vasto territorio, chiamato (nelle fonti dell'XI sec.) "contea di Principato", partendo per le sue scorrerie proprio dal castello di S. Nicandro (in territorio di Sicignano, a qualche chilometro da Contursi) presso il fiume Sele35. Sotto la dominazione normanna, sino al 1195 con Guglielmo III.- 1090, Geroldo di Contursi36 che è citato dal Trogli37 come Giroaldo Pepe "nobile capitano normanno e signore in Conturso dopo aver da colà e da luoghi adiacenti discacciati i Saraceni: essendo stato egli discendente di Rollone, Duca di Normandia e che poi con Guglielmo Braccio di Ferro...".- 1138, Roberto di Principato38.- 1141, Nicola di Principato39.Nel 1144 Ruggero II di Altavilla stabilì che il suo regno fosse diviso in dieci Comestabulie. La comestabulia di Conza fu affidata a Lampo di Fasanella40 che ebbe alle sue dipendenze il sotto-commestabile Roberto da Quaglietta per l'ampio territorio comprendente anche l'intera Valle del Sele.In quel periodo Contursi ebbe tre feudatari:- 1166, Arnaldo de Contursio41 (la metà), Riccardo Maledetto42 e Riccardo figlio di Guglielmo43.Con l'avvento degli Svevi (sino al 1266):- 1227, Ugo di Contursi44- 1263 (sino al) Filippo di Contursi45- 1263, Galvano Lancia46 . Carlo I, dopo aver vinto Manfredi, iniziò il periodo angioino (1266-1442). Contursi, nel 1271, contava 22 fuochi47 (un centinaio d'abitanti).- 1266 Enrico di Taurasia (terza parte), Jacopo di Contursi e ai fratelli di D. Filippo di Contursi (metà), Pandolfo figlio di Leonardo di Contursi48 (restante).- 1269, Pandolfo di Fasanella, con Enrico di Taurasia e Andrea Logotheta49 .- 1286, nella guerra contro gli Aragonesi (Pietro III- poi terminata solo nel 1302 con la pace di Caltabellotta- Sicilia agli Aragonesi), gli Angioini opposero una forte resistenza lungo la linea difensiva, mai superata, Marsico Nuovo-Sala Consilina-Contursi- Eboli-Capaccio-Agropoli. Morto Pandolfo di Fasanella i suoi beni tornarono alla corona e furo-no concessi a Tommaso Sanseverino.- 1291, sino al primo decennio del XV sec., fam. Sanseverino.- 1339, in un documento notarile contenuto nella "Cronista Conzana" è citato un oliveto sopra il Vallone di Santa Maria posseduto mag.ci D.ni d. Roberti da S.to Severino Terrae Contursij.- 1350, regnando Giovanna I ed il feudo posseduto da Roberto Sanseverino, Contursi dopo una lunga resistenza fu saccheggiata esemidistrutta dall'esercito invasore di Ludovico d'Ungheria50.- 1410-1414, verso la fine del Regno Di Ladislao, la fam. Origlia51.- 1421-1426, Predicasso Barile52, governatore nominato da GiovannaII.- 1426-1528, i Sanseverino principi di Bisignano53 (1448 – Antonio ).- 1510, presa di possesso della terra di Contursi ricomprata, con Postiglione, da Berardino Sanseverino54.- 1528-1565, Duca di Martina55- 1540-1550. "Questa Terra fu onorata dall'Imperatore Carlo V, il qua-le passò per Contursi e per l'Auletta, ed in Contursi nobilitò quei cittadini dicendo nobilitamus omnes cives Contursinos, e perciò li cittadini di detta Terra s'in al presente giorno se vanno manutendo d'essere Nobili..." (Cronista Conzana Cap. Undecimo, discorso I).- 1565-1590, Marcantonio Pepe e sua figlia Porzia56- 1590, Decio Bernalla di Campagna57.- 1637, Ludovisi58 Nicolò59.- 1664, Giovan Battista Ludovisi60 (figlio del precedente).- 1674, Prospero Parisano61.- 1823 (sino al) marchesi Parisano.NOTE :_22 Oggi Saginara. Vasto territorio posto a circa tre chilometri ad ovest di Contursi. In un'area molta ridotta (corrispondente ad uno dei tanti paghi sparsi nella valle) si nota un basamento (3x3) nei cui pressi abbondano numerosi frammenti di tegole, marmi, mosaici e massi ben squadrati e lavorati.23 Descrittione della Terra di Palo, Napoli, 1691.24 Racioppi G., in Storia dei popoli della Lucania e Basilicata, anastatica della ediz. di Roma 1902, Forni, 1970.25 Piperonis (Pepe) Antonio, De omni vero officio, Neapolis Joannum Sulzbacchium hagenovensem germanum, anno 1534 regnante Carolo V imperatore augustissimo.26 "Liqui Contursum patriam non minus bellovisio celebrenr & ohm (ut aiunt) Ursentinorum metropolim... ".27 Questi castra o castella delle nostre zone in gran parte corrispondevano agli oppida romani e formavano una specie di scacchiera difensiva contro eventuali attacchi ne-mici da nord, nord-ovest ed est. La loro disposizione facilitava le comunicazioni e le segnalazioni in caso di pericolo. Più che centri di potere erano un riparo, dove poter trovare rifugio per amici, alleati, consanguinei e popolazione varia che vi gravitava-no intorno. Agevolavano il controllo del territorio da parte del Gastaldo o Principe ed erano soggetti ad attacchi continui (a sottolineare la loro importanza strategica) da parte dei saraceni, in particolar modo nella seconda metà del IX sec. quando non erano in gioco lotte intestine (Taviani-Carozzi H., La principautè lornbade de Salerne, publications de l'ecole française de Rome, 1992).28 Probabilmente in prevalenza contadini, pastori e pescatori.29 Conte del Gastaldato di Conza (830-848) principale sostenitore del cognato Siconolfo nella lotta contro Radelchi, Duca di Benevento. Lotta che determinò la nascita del Principato di Salerno proprio nell'840. Ucciso, insieme al nipote Adelgiso, da una banda di saraceni davanti le mura di Conza (Cronista Conzana, ms 1691).30 Tipica strategia dei Longobardi a difesa dei loro centri più importanti. Nello stesso periodo o subito dopo sorsero, in luoghi sopraelevati lungo il Sele, numerose fortificazioni (piccoli castelli) a Laviano, Castelnuovo, Valva, Colliano, Caposele, Calabritto, Quaglietta.31 In numerosi documenti del XI e del XII sec.(anche in periodi successivi): Contorso, Conturso, Contorsi. Alcuni studiosi ebbero a sostenere che il toponimo riferisse del-l'antico sito di Urseium o della sua mitica gente (Ursentini) fatta allocare in un territorio compreso tra Vietri di Potenza, Caggiano, Contursi ed Oliveto Citra. Una semplice ipotesi non suffragata da prove storiche determinati e che, tra l'altro, non regge il confronto con il più preciso riferimento dato da "Comitis Ursi" come del resto un improbabile "cum turns".32 Nel Catalogo dei Feudatari dell'Archivio di Stato di Napoli: "Orto Pepe, o Pepone, feudatario di Conturso con XI militi".33 Rivelli V., Memorie Storiche della città di Campagna, Salerno, 1894.34 Storia del Mezzogiorno, (vol. II. tomo 2, pag. 621) e. Rizzoli, 1989. 35 Storia del Mezzogiorno op. cit..36 A. Di Meo, Annali critico-diplomatici del Regno di Napoli della mezzana età, Napoli, 1805.37 Trogli Placido (Abate), ¡storia Generale del Reame di Napoli. Napoli, 1760 (paragr. II).38 "... il contado di Campagna con Eboli, Olevano e Contursi fu dato nel 1138 a Roberto Principato" (Rivelli V., op. cit.).39 Rivelli V., op. cit..40 Jamison E., Catalogus Baronum, Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo. 1972.41 "Arnaldo de Contusio dixit quod tenet mediatem Contursii, quod est feudum duorum militum et cum augmento obtulit milites quatuor". (Cuozzo E., Catalogus Baronum, Roma, Ist. St. Ital. per il Medio Evo, 1977).42 Cuozzo E., op. cit., - "...di Buccino, teneva 15 contadini in Contursi".43 Cuozzo E., op. cit., - "...di Buccino, con 6 contadini in Contursi".44 "...ai tempi di Federico II Imperatore, Campagna, pergamena 235 – una terra confinante coi beni del feudo di Ugo di Contursi... " (Carlone-Mottola, I regesti delle pergamene dell'Abbazia di S. Maria Nova delli Calli, Salerno, Ed. Studi Storici Meridionali, 1981).45 Filippo di Contursi vende per 31 oncia la metà della terza parte di Contursi al Conte Galvano Lancia, tre anni prima della battaglia di Benevento. (Lembo Vito, Pro Calabria, 1903, dal "libro rosso dell'Università di Contursi").46 v. anche nota precedente. Fu padrone anche di Laviano e Quaglietta. Figlio di Manfredo II, fu Vicario imperiale in Toscana. Nominato signore del principato di Taranto, maresciallo e gran conestabile del regno (1256), si rifugiò dopo la battaglia di Benevento (1266) in Calabria, dove organizzò la resistenza contro Carlo I d'Angiò. Fatto prigioniero a Tagliacozzo, assieme a Corradino, venne decapitato (1268)47 Carucci C., Codice diplomatico salernitano del XIII sec., Subiaco 1931.48 B. Capasso, Historia diplomatica Regni Siciliae inde ab anno 1250 ad onmunr 1266, Napoli, 1874. "Domino Henrico de Taurasio fuit restitutum ...tertia pars Contursii, Jacobo de Conturso et fratibus d. Philippi de Conturso fuit restituta medietatis unius tertie partis Contursi, quam tenuit Comes Galvanus, altera pars fuit restituta Pandulfo figlio Leonardi de Conturso ex successione patris et suorum anrecessorum, de qua fuerat spoliatus a comite Galvano".49 "...il dominio di Pandolfo era ampio e costituito dai territori di Campagna, Castelluccia, Controne, Genzano, Roccadaspide, Fasanella, S. Pietro in Galatina, oltre i feudi di Contursi, di Sanseverino e Camerota" (Kalby L., II Feudo di Sant 'Angelo a Fasanella, Minori, Alea Press, 1991); "...Pandulfus de Fasanella pro parte Contursii,...Henricus de Taurasia pro parte Contursii, Andreas de Logotheta pro parte similiter quam habeat in eadem terra... " (Reg. Cane. Ang., vol. II. n. 17, pp. 266).50 Carucci C., Codice diplomatico salernitano del XIV secolo, Salerno, 1949.51 B. Adimari, Memorie storiche delle diverse famiglie nobili, Napoli, 1691. (pag. 395). "Questa famiglia possedè Contursi sin dai tempi di re Ladislao".52 Kalby L., op. cit., -"...il feudo passò a Predicasso Barile, tra i governatori nominati da Giovanna II per il re Renato..."- (B. Candida Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili, 1878).53 v. nota precedente. Il feudo fu venduto nel 1426 a Tommaso di Sanseverino con l'assenso della regina Giovanna II. Nel 1460 il re di Napoli concede il possesso della terra di Contursi ad Antonio Sanseverino: . ..concedimus Terram Contursi cum civitate diruta in eius tenimento...nobilitamus omnes cives dictae terrae Contursii (Beltrano O., Descrittione del Regno di Napoli, Napoli 1671).54 Leone A. — Vitolo G., Guida alla storia di Salerno e della sua provincia, Salerno, ed. La Veglia.55 Giovan Battista Caracciolo. Acquista il feudo da Pietrantonio Sanseverino. Gli subentrano Alfonso Caracciolo(1532); Giacomo Caracciolo (1543) che vende a Petraccone Caracciolo (1549) e poi a Porzia Caracciolo (1558). (Kalby L., op. cit.)56 Kalby L., op. cit..57 Rivelli V., op. cit... Nel 1595 Contursi contava 400 fuochi.58 Felici G., a cura di A. Capano, Il Principato di venosa e la Contea di Conza, Venosa, ed. Appia, 1992.59 Nicolò Ludovisi, Principe di Venosa e Piombino, nipote di Gregorio XV (Cronista Conzana, ms 1691).60 Alienò tutti i suoi beni per un tozzo di pane. Le terre di Contursi e Palo furono acquistate da Prospero Parisano.61 Acquista le terre di palo e Contursi e successivamente la baronia di Caggiano (conessa il titolo di Marchese). "Il sig. Prospero Parisano di Tolentino, il quale con l'occasione dè negotii molti anni or sono che si trasferirono in Napoli con molti lucri e occasioni di farsi grandomini, che poi s'affittò l'officio di Postiero Maggiore e fu la familiarità che aveva con Gio: Battista Ludovisio hebbe pronto l'occasione d'imprestarli denaro... (Cronista Conzana, op. cit.)". Sposò la nobildonna siracusana Giovanna Buonanno (le loro magnifiche tombe nella Chiesa del Carmine di Contursi). Ricchissimo introdusse in Contursi l'ufficio di posta con procaccia.

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